24 dicembre 2020

Consiglio di lettura giovedì 24 Dicembre 2020

 


E siamo arrivati a Natale... e con il consiglio di Oreste, impreziosito dai suoi bellissimi disegni, vi auguriamo di trascorrere queste festività il più serenamente possibile, noi vi accompagneremo fino alla fine dell'anno con i nostri consigli. 

LA CASA DELLE MADRI

DANIELE PETRUCCIOLI

TERRAROSSA EDIZIONI 2020

 

Variabili geometrie, spazi e tempi in continuo mutamento, ospitano presenze attuali, passate e future; famiglie, storie di persone. Aggregazioni e fughe, differenze e similitudini, insiemi, solitudini. 

Un libro fitto fitto, serrato nei ritmi e negli intrecci, generoso sforzo dell’autore (già attivissimo e apprezzato traduttore) che non concede spazio all’immaginazione del lettore, anzi, lo trascina in labirinti di complesse possibilità (a volte negate), alla ricerca di soluzioni (remote, aperte, impraticabili) capaci di far convivere ricordi, speranze, momenti luminosi, profondi dolori, inaspettate scoperte e inevitabili difficoltà.

(Le parentesi sono una citazione)

Oreste





23 dicembre 2020

Consiglio di lettura mercoledì 23 Dicembre

 


INCONTRO IN EGITTO

PENELOPE LIVELY

GUANDA 2005

Traduzione: Gaspare Bona

Penelope Lively è una continua piacevole scoperta 

Come spesso accade nei libri di Lively, Incontro in Egitto (vincitore del Booker Prize nel 1987) si dedica alla rappresentazione del valore del Tempo nella vita dell’essere umano. Il Tempo, entità fluida e inafferrabile, intonata dal caos, orchestrata dal destino, che ci invita a riflessioni profondissime e spesso sconcertanti sulla nostra esistenza e sulla differenza tra realtà e non-realtà, su un oggi che è, misteriosamente, un livello di percezione intercambiabile con il passato e con altri infiniti piani di verità. 

Il libro racconta, attraverso una molteplicità di io narranti che ci permette subito di cogliere la necessità di una realtà non assoluta, la storia di Claudia, un’anziana donna in punto di morte che torna indietro nel tempo e ci presenta la sua vita. Claudia, ex reporter di guerra, ha una personalità forte, voluminosa, a volte eccessiva, scevra di compromessi e di ipocrisie. È una donna che si è occupata di storiografia e che ha dovuto meditare a lungo sulla natura del Tempo, sul significato e sulla funzione della figura dello storico e sul suo rapporto con il Vero, sulla potenza del linguaggio e infine, e dunque, su se stessa: «Non c’è cronologia nella mia testa. Sono fatta di una miriade di Claudie che vorticano e si mescolano e si dividono come scintille di sole sull’acqua»; «Quando voi e io parliamo di storia, ci occupiamo forse di ciò che è realmente avvenuto? Del caos cosmico in ogni luogo e in ogni tempo? No, parliamo di come tutto ciò viene ordinato nei libri […]. La storia si dipana; le circostanze, per naturale inclinazione, preferiscono rimanere aggrovigliate»; «il tempo e l’universo sono sparpagliati nelle nostre menti. Siamo storie del mondo assopite». 

Tra i tanti episodi della vita di Claudia, quello centrale è il suo “incontro in Egitto” durante la seconda guerra, che la costringe a mettersi a confronto con la barbarie della battaglia, la decadente ideologia del colonialismo, la bellezza sfiancante del deserto e la potenza trascinante dei sentimenti. Le parole che Lively, nativa di Il Cairo, usa per descrivere l’Egitto – ultimo balenio dell’impero britannico – sono seduttive, colme di struggimento: «Nel ricordo non c’è che la spalla bassa e lunga della collina fulva che domina la Valle dei Re, dietro alla quale s’inabissa il sole fra pennellate d’oro, di rosa e di turchese. La mite sera egiziana risuona del tintinnio del ghiaccio nei bicchieri, dello sciabattare dei camerieri sulla terrazza di pietra dell’albergo, del brusio di voci, delle risate: suoni di cento altre serate». Questo libro è davvero bellissimo: uno di quei romanzi traboccanti di umanità, che ti rendono felice e orgogliosa di essere una lettrice.

Mara

22 dicembre 2020

Consiglio di lettura martedì 22 Dicembre 2020

 


VERGOGNA (titolo originale Disgrace 1999)

JOHN MAXWELL COETZEE

EINAUDI 2014

Traduzione: Gaspare Bona

David Lurie, professore presso l’Università di Città del Capo, esercita il suo ruolo di insegnante senza convinzione. Sopra la cinquantina, divorziato, una figlia che ha sempre trascurato. Abbattuto da un senso di invecchiamento, quando gli capita l’occasione non si fa scrupolo di sedurre una giovane studentessa di colore approfittando della vulnerabilità della ragazza. Questa condotta, di cui non sembra pentito, modificherà la sua vita: costretto alle dimissioni dall’Università, va a vivere nella fattoria della figlia Lucy.

I due che non si sono mai frequentati né amati, vivono con difficoltà questa convivenza appesantita dalle loro incomprensioni. La vita nella fattoria dura, aspra, e la terribile esperienza di violenza che lui e la figlia subiscono non li avvicina, ciascuno manterrà la propria visione del mondo.

Romanzo complesso in cui Coetzee esplora con linguaggio essenziale “gli estremi territori di ciò che significa esseri umani” The Sunday Telegraph

Daniela



21 dicembre 2020

Consiglio di lettura lunedì 21 Dicembre

 


AL DI LA' DELLE PAROLE

CARL SAFINA

ADELPHI 2018

Traduzione: Isabella C. Blum

Da rigoroso ricercatore sul campo, Safina ci immette in tre paesaggi esemplari: una riserva africana, dove elefanti dalle variegate "personalità" si aggregano in un spiccata socialità (non a caso i Masai li considerano dotati di un'"anima" al pari degli umani); il parco di Yellowstone, dove i lupi - reintrodotti di recente - si muovono echeggiando cadenze pleistoceniche, fra strategie di predazione e sorprendenti gerarchie sociali (le femmine, per esempio, sono deputate ai dilemmi decisionali come restare/partire); e le acque cristalline del Pacifico nordoccidentale, dove cetacei di diverse specie dispiegano la vertigine della loro visione "acustica" e interagiscono col "Sapiens" in modi inaspettati e toccanti. Penetriamo così in un ventaglio di intelligenze, "coscienze" e "visioni del mondo" di altri animali. Le storie di questi protagonisti sono sorprendenti per la sensibilità, l'onestà, l'empatia che dimostrano anche nei confronti di noi umani. Al punto da mettere in dubbio, ancora una volta, la tesi secondo la quale l'uomo sarebbe la misura di tutte le cose.

Un libro dolce, che fa riflettere sulla nostra Umanità attraverso storie, aneddoti e dati scientifici sugli animali.

Silvia


20 dicembre 2020

Consiglio di lettura domenica 20 Dicembre

 

 


DANDO BUCA A GODOT

STEFANO BARTEZZAGHI

EINAUDI STILE LIBERO EXTRA 2012

Già dal titolo si parte bene, sono infatti citate due opere teatrali di grande suggestione. Ma quello che preannuncia il divertimento è il capovolgimento di una situazione ormai assodata: dopo tutto questo tempo in cui aspettiamo un Godot che mai arriverà, ora ci permettiamo noi di dargli buca e non attenderlo più… e se verrà, pazienza, non ci troverà. Saremo infatti troppo impegnati a leggere questa raccolta di giochi di parole di tutti i tipi e le nostre risate sovrasteranno qualsiasi sua obiezione. Da sempre, il cognome Bartezzaghi è una garanzia, lo sanno bene gli amanti, di vecchia data, dei cruciverba che solo quando riuscivano a completare quelli di sua invenzione, entravano nel podio dei veri intenditori. Stefano ha ereditato questa inclinazione del padre e oltre ad essere un serio professore universitario, si è da sempre dedicato alle parole e alle loro infinite vite. “Dando buca a Godot” è una raccolta di osservazioni sue e di materiale che negli anni ha ricevuto dai suoi lettori, provocandoli nelle rubriche che ha curato in varie testate nazionali. Leggendolo viene voglia di giocare con le parole, e a diventare insonne spesso è chi legge che una volta iniziato a sfogliare il libro di sera, non riesce proprio a staccarsene.  

Si parte con i “less ambitious books” (libri meno ambiziosi) in cui ha ragione di esistere “Il seminarista racchio” (lontano cugino de “Il prete bello” ), in cui è ancora vittima del precariato “Il supplente e Margherita” e in cui, se è vero che “vedi Napoli e poi muori” e questo è valido, per Mann, pure a Venezia, allora è altrettanto verosimile un “ Malore a Marghera”. E se ci sono i less, applicando lo stesso meccanismo ci sono anche i "more ambitious books". Ma questo è solo l’inizio di uno tsunami di palindromi, acrostici, derivati, parodie e tautogrammi, che non risparmiano nemmeno i proverbi. E se pensavate che i nani di Biancaneve fossero solo sette, beh vi state sbagliando… sono molti, molti di più. E non sono dei banali nani poiché la vera storia è quella di “Candidaneve coi canonici corti”. Insomma, percorrendo la strada già tracciata a suo tempo da Rodari con “La grammatica della fantasia” per poi  arrivare al funambolico Bergonzoni, unico nel suo genere, è impossibile non appassionarsi a questo libro e non divertirsi, leggendolo. Consigliato per traghettarci in questo lungo inverno e portarci dritti dritti ad un’estate (liberatoria?) in cui potremo andare al mare, senza mascherine ma dotati di doverosi …infradito!

 

"L'infradito
Sempre varo mi fu, con molte bolle,
questo mio piede, più da questa parte
ma l'ultimo ortopedico lo esclude.
E correndo e marciando, indeterminati
strazi, di la' si spella, e sovrumani
fendenti, e profondissimo machete
Io nel pensiero mi fingo; ove per poco
un for non s'instaura. E come il niente
sentii protegger queste piante, io quella
infradito avvilente che il pie' coce
vo comperando; e mi sovviene l'inferno,
e le insorte abrasioni, e la presente
recidiva: son già sei. E con queste 
estremità, rallenta il passo mio:
nel camminare m'e' dolce, questo piede."

19 dicembre 2020

Consiglio di lettura Sabato 19 Dicembre 2020


 

LA REPUBBLICA DELL'IMMAGINAZIONE

AZAR NAFISI

ADELPHI 2015

Traduzione: Mariagrazia Gini

Illustrazioni:  Peter Sís

 

Questa autrice è stata consigliata dal responsabile della libreria per ragazzi e non solo, “Il libro con gli stivali”, di Mestre, che ha fatto della narrazione il centro del proprio lavoro, attraverso il negozio di libri, attività di formazione e di promozione della lettura, e la casa editrice.

 

Azar Nafisi (l'autrice, fra l’altro, di ” Leggere Lolita a Teheran”) parte dalla sua recente esperienza, quella di essere diventata cittadina americana. Ci racconta la storia del nuovo continente attraverso tre grandi classici della letteratura che, più di tutti, racchiudono la sostanza dell’americanità: “Huckleberry Finn” di Mark Twain,” Babbitt” di Sinclair Lewis e “Il cuore è un cacciatore solitario”, di Carson McCullers.

L’autrice esamina queste opere, intrecciando la storia del popolo americano con i ricordi legati a Teheran, sua città natale, e con il nuovo status di “cittadina americana”, lasciandosi alle spalle un esilio lungo e penoso. E’ un inno alla letteratura, in cui si affrontano contrastanti tematiche come la guerra, la morte di un’amica cara, le lotte per la democrazia in Iran, il senso dell’insegnamento, l’educazione appassionata alle

parole e alle idee. La letteratura è lo specchio del mondo, è la chiave di apertura della libertà dell’uomo, è lo stato di salute di un paese e del suo popolo. Nelle democrazie, le parole costruiscono ponti con il mondo che ci circonda con la nostra stessa identità. Huckleberry Finn di Mark Twain, diventa un personaggio simbolo della “scelta morale che viene da un cuore intatto, e da una continua messa in discussione del mondo e di se

stessi.”

In Babbit di Lewis Sinclair (premio Nobel per la letteratura nel 1930) Azar indica nel sistema scolastico americano il pericolo della perdita della potenza creativa, dovuta alla tecnica di troppi educatori opportunisti orientati innanzitutto al business. “…Sembra che Lewis avesse ritratto alla perfezione la nostra epoca vuota ma piena di oggetti; era come se i personaggi creati quasi un secolo fa facessero il verso e gongolassero perché eravamo diventati i loro veri discendenti” Il cuore è un cacciatore solitario di C. McCullers è una magnifica sintonia di assoli, l’autrice parla della narrativa del sud come di un genere a sé, dove il sole brucia, dove i diversi sono coloro che sognano di emanciparsi dalla loro condizione sociale, dalla loro prigione personale, dai propri limiti. Sullo sfondo, la questione dell’apartheid e le lotte di classe, la religione, l’amore e il popolo schiacciato tra contraddizioni lampanti.“Il mondo dei personaggi di McCullers è opposto, in sé, a quello di Babbit e dei suoi amici, ma nella storia dell’America e della letteratura americana c’è stata una battaglia continua fra le due mentalità. Possiamo permetterci di lasciar vincere Babbit?” E’ un romanzo/saggio molto bello e affascinante, a volte ci si perde nei dettagli e non sempre si riesce a seguire il filo del discorso. Comunque quello che pare emergere è che la crisi che ci coinvolge tutti non è limitata alla sfera politica o economica, è legata a una visione d’insieme che ha reso pressappoco, ciechi tutti quelli che hanno abbandonato la propria immaginazione.

Ultima nota di rilievo la bellezza delle illustrazioni di Peter Sis che danno una veste singolare all’opera.

Rita


18 dicembre 2020

Consiglio di lettura Venerdì 18 Dicembre

 


BREVEMENTE RISPLENDIAMO SULLA TERRA

OCEAN VUONG

LA NAVE DI TESEO 2019

Traduzione di Claudia Durastanti 

Ocean Vuong è un ragazzo di origine vietnamita trasferitosi negli USA da piccolissimo. Con la sua raccolta di poesie “Cielo notturno con fori d’uscita” ha vinto diversi premi, questo è il suo primo romanzo ed è finalista in altrettanti prestigiosi premi.

E’ una storia autobiografica, scritta in forma epistolare: una lunga lettera alla madre segnata dalla guerra del Vietnam e dall’emigrazione negli Stati Uniti. La storia è ambientata negli anni ‘90 in Connecticut dove la madre Rose mantiene il figlio Little Dog e nonna Lan lavorando come manicure. Rose soffre di un disturbo da stress post-traumatico in cui alterna momenti di violenti scoppi d’ira verso il figlio alternati a momenti di dolcezza.

La nonna Lan la guerra l’ha vissuta direttamente, scappata da un matrimonio combinato con un uomo molto più anziano di lei, è stata costretta a vendersi ai soldati americani per mantenersi. In questo scenario Little Dog si fa interprete del dialogo impossibile tra le due donne che non parlano l’inglese e faticano ad integrarsi traducendo per loro le parole e i costumi del nuovo paese.

E’ una prosa da cui emerge la formazione poetica dell’autore, è una scrittura intensa e appassionata,  consigliata la lettura e la rilettura

Tiziana