22 dicembre 2020

Consiglio di lettura martedì 22 Dicembre 2020

 


VERGOGNA (titolo originale Disgrace 1999)

JOHN MAXWELL COETZEE

EINAUDI 2014

Traduzione: Gaspare Bona

David Lurie, professore presso l’Università di Città del Capo, esercita il suo ruolo di insegnante senza convinzione. Sopra la cinquantina, divorziato, una figlia che ha sempre trascurato. Abbattuto da un senso di invecchiamento, quando gli capita l’occasione non si fa scrupolo di sedurre una giovane studentessa di colore approfittando della vulnerabilità della ragazza. Questa condotta, di cui non sembra pentito, modificherà la sua vita: costretto alle dimissioni dall’Università, va a vivere nella fattoria della figlia Lucy.

I due che non si sono mai frequentati né amati, vivono con difficoltà questa convivenza appesantita dalle loro incomprensioni. La vita nella fattoria dura, aspra, e la terribile esperienza di violenza che lui e la figlia subiscono non li avvicina, ciascuno manterrà la propria visione del mondo.

Romanzo complesso in cui Coetzee esplora con linguaggio essenziale “gli estremi territori di ciò che significa esseri umani” The Sunday Telegraph

Daniela



21 dicembre 2020

Consiglio di lettura lunedì 21 Dicembre

 


AL DI LA' DELLE PAROLE

CARL SAFINA

ADELPHI 2018

Traduzione: Isabella C. Blum

Da rigoroso ricercatore sul campo, Safina ci immette in tre paesaggi esemplari: una riserva africana, dove elefanti dalle variegate "personalità" si aggregano in un spiccata socialità (non a caso i Masai li considerano dotati di un'"anima" al pari degli umani); il parco di Yellowstone, dove i lupi - reintrodotti di recente - si muovono echeggiando cadenze pleistoceniche, fra strategie di predazione e sorprendenti gerarchie sociali (le femmine, per esempio, sono deputate ai dilemmi decisionali come restare/partire); e le acque cristalline del Pacifico nordoccidentale, dove cetacei di diverse specie dispiegano la vertigine della loro visione "acustica" e interagiscono col "Sapiens" in modi inaspettati e toccanti. Penetriamo così in un ventaglio di intelligenze, "coscienze" e "visioni del mondo" di altri animali. Le storie di questi protagonisti sono sorprendenti per la sensibilità, l'onestà, l'empatia che dimostrano anche nei confronti di noi umani. Al punto da mettere in dubbio, ancora una volta, la tesi secondo la quale l'uomo sarebbe la misura di tutte le cose.

Un libro dolce, che fa riflettere sulla nostra Umanità attraverso storie, aneddoti e dati scientifici sugli animali.

Silvia


20 dicembre 2020

Consiglio di lettura domenica 20 Dicembre

 

 


DANDO BUCA A GODOT

STEFANO BARTEZZAGHI

EINAUDI STILE LIBERO EXTRA 2012

Già dal titolo si parte bene, sono infatti citate due opere teatrali di grande suggestione. Ma quello che preannuncia il divertimento è il capovolgimento di una situazione ormai assodata: dopo tutto questo tempo in cui aspettiamo un Godot che mai arriverà, ora ci permettiamo noi di dargli buca e non attenderlo più… e se verrà, pazienza, non ci troverà. Saremo infatti troppo impegnati a leggere questa raccolta di giochi di parole di tutti i tipi e le nostre risate sovrasteranno qualsiasi sua obiezione. Da sempre, il cognome Bartezzaghi è una garanzia, lo sanno bene gli amanti, di vecchia data, dei cruciverba che solo quando riuscivano a completare quelli di sua invenzione, entravano nel podio dei veri intenditori. Stefano ha ereditato questa inclinazione del padre e oltre ad essere un serio professore universitario, si è da sempre dedicato alle parole e alle loro infinite vite. “Dando buca a Godot” è una raccolta di osservazioni sue e di materiale che negli anni ha ricevuto dai suoi lettori, provocandoli nelle rubriche che ha curato in varie testate nazionali. Leggendolo viene voglia di giocare con le parole, e a diventare insonne spesso è chi legge che una volta iniziato a sfogliare il libro di sera, non riesce proprio a staccarsene.  

Si parte con i “less ambitious books” (libri meno ambiziosi) in cui ha ragione di esistere “Il seminarista racchio” (lontano cugino de “Il prete bello” ), in cui è ancora vittima del precariato “Il supplente e Margherita” e in cui, se è vero che “vedi Napoli e poi muori” e questo è valido, per Mann, pure a Venezia, allora è altrettanto verosimile un “ Malore a Marghera”. E se ci sono i less, applicando lo stesso meccanismo ci sono anche i "more ambitious books". Ma questo è solo l’inizio di uno tsunami di palindromi, acrostici, derivati, parodie e tautogrammi, che non risparmiano nemmeno i proverbi. E se pensavate che i nani di Biancaneve fossero solo sette, beh vi state sbagliando… sono molti, molti di più. E non sono dei banali nani poiché la vera storia è quella di “Candidaneve coi canonici corti”. Insomma, percorrendo la strada già tracciata a suo tempo da Rodari con “La grammatica della fantasia” per poi  arrivare al funambolico Bergonzoni, unico nel suo genere, è impossibile non appassionarsi a questo libro e non divertirsi, leggendolo. Consigliato per traghettarci in questo lungo inverno e portarci dritti dritti ad un’estate (liberatoria?) in cui potremo andare al mare, senza mascherine ma dotati di doverosi …infradito!

 

"L'infradito
Sempre varo mi fu, con molte bolle,
questo mio piede, più da questa parte
ma l'ultimo ortopedico lo esclude.
E correndo e marciando, indeterminati
strazi, di la' si spella, e sovrumani
fendenti, e profondissimo machete
Io nel pensiero mi fingo; ove per poco
un for non s'instaura. E come il niente
sentii protegger queste piante, io quella
infradito avvilente che il pie' coce
vo comperando; e mi sovviene l'inferno,
e le insorte abrasioni, e la presente
recidiva: son già sei. E con queste 
estremità, rallenta il passo mio:
nel camminare m'e' dolce, questo piede."

19 dicembre 2020

Consiglio di lettura Sabato 19 Dicembre 2020


 

LA REPUBBLICA DELL'IMMAGINAZIONE

AZAR NAFISI

ADELPHI 2015

Traduzione: Mariagrazia Gini

Illustrazioni:  Peter Sís

 

Questa autrice è stata consigliata dal responsabile della libreria per ragazzi e non solo, “Il libro con gli stivali”, di Mestre, che ha fatto della narrazione il centro del proprio lavoro, attraverso il negozio di libri, attività di formazione e di promozione della lettura, e la casa editrice.

 

Azar Nafisi (l'autrice, fra l’altro, di ” Leggere Lolita a Teheran”) parte dalla sua recente esperienza, quella di essere diventata cittadina americana. Ci racconta la storia del nuovo continente attraverso tre grandi classici della letteratura che, più di tutti, racchiudono la sostanza dell’americanità: “Huckleberry Finn” di Mark Twain,” Babbitt” di Sinclair Lewis e “Il cuore è un cacciatore solitario”, di Carson McCullers.

L’autrice esamina queste opere, intrecciando la storia del popolo americano con i ricordi legati a Teheran, sua città natale, e con il nuovo status di “cittadina americana”, lasciandosi alle spalle un esilio lungo e penoso. E’ un inno alla letteratura, in cui si affrontano contrastanti tematiche come la guerra, la morte di un’amica cara, le lotte per la democrazia in Iran, il senso dell’insegnamento, l’educazione appassionata alle

parole e alle idee. La letteratura è lo specchio del mondo, è la chiave di apertura della libertà dell’uomo, è lo stato di salute di un paese e del suo popolo. Nelle democrazie, le parole costruiscono ponti con il mondo che ci circonda con la nostra stessa identità. Huckleberry Finn di Mark Twain, diventa un personaggio simbolo della “scelta morale che viene da un cuore intatto, e da una continua messa in discussione del mondo e di se

stessi.”

In Babbit di Lewis Sinclair (premio Nobel per la letteratura nel 1930) Azar indica nel sistema scolastico americano il pericolo della perdita della potenza creativa, dovuta alla tecnica di troppi educatori opportunisti orientati innanzitutto al business. “…Sembra che Lewis avesse ritratto alla perfezione la nostra epoca vuota ma piena di oggetti; era come se i personaggi creati quasi un secolo fa facessero il verso e gongolassero perché eravamo diventati i loro veri discendenti” Il cuore è un cacciatore solitario di C. McCullers è una magnifica sintonia di assoli, l’autrice parla della narrativa del sud come di un genere a sé, dove il sole brucia, dove i diversi sono coloro che sognano di emanciparsi dalla loro condizione sociale, dalla loro prigione personale, dai propri limiti. Sullo sfondo, la questione dell’apartheid e le lotte di classe, la religione, l’amore e il popolo schiacciato tra contraddizioni lampanti.“Il mondo dei personaggi di McCullers è opposto, in sé, a quello di Babbit e dei suoi amici, ma nella storia dell’America e della letteratura americana c’è stata una battaglia continua fra le due mentalità. Possiamo permetterci di lasciar vincere Babbit?” E’ un romanzo/saggio molto bello e affascinante, a volte ci si perde nei dettagli e non sempre si riesce a seguire il filo del discorso. Comunque quello che pare emergere è che la crisi che ci coinvolge tutti non è limitata alla sfera politica o economica, è legata a una visione d’insieme che ha reso pressappoco, ciechi tutti quelli che hanno abbandonato la propria immaginazione.

Ultima nota di rilievo la bellezza delle illustrazioni di Peter Sis che danno una veste singolare all’opera.

Rita


18 dicembre 2020

Consiglio di lettura Venerdì 18 Dicembre

 


BREVEMENTE RISPLENDIAMO SULLA TERRA

OCEAN VUONG

LA NAVE DI TESEO 2019

Traduzione di Claudia Durastanti 

Ocean Vuong è un ragazzo di origine vietnamita trasferitosi negli USA da piccolissimo. Con la sua raccolta di poesie “Cielo notturno con fori d’uscita” ha vinto diversi premi, questo è il suo primo romanzo ed è finalista in altrettanti prestigiosi premi.

E’ una storia autobiografica, scritta in forma epistolare: una lunga lettera alla madre segnata dalla guerra del Vietnam e dall’emigrazione negli Stati Uniti. La storia è ambientata negli anni ‘90 in Connecticut dove la madre Rose mantiene il figlio Little Dog e nonna Lan lavorando come manicure. Rose soffre di un disturbo da stress post-traumatico in cui alterna momenti di violenti scoppi d’ira verso il figlio alternati a momenti di dolcezza.

La nonna Lan la guerra l’ha vissuta direttamente, scappata da un matrimonio combinato con un uomo molto più anziano di lei, è stata costretta a vendersi ai soldati americani per mantenersi. In questo scenario Little Dog si fa interprete del dialogo impossibile tra le due donne che non parlano l’inglese e faticano ad integrarsi traducendo per loro le parole e i costumi del nuovo paese.

E’ una prosa da cui emerge la formazione poetica dell’autore, è una scrittura intensa e appassionata,  consigliata la lettura e la rilettura

Tiziana


17 dicembre 2020

Consiglio di lettura giovedì 17 Dicembre



STORIE DI GENTE FELICE

LARSS GUSTAFSSON

IPERBOREA 2020

Traduzione di Carmen Giorgetti Cima

Copertina: SHOUT  - Alessandro Gottardo

C'è in questa raccolta tutto lo spirito di Larss Gustafsson.  Avevo conosciuto ed apprezzato l'autore per i  romanzi  "Morte di un apicoltore" e "L'uomo sulla biciletta blu" ; in questo ultimo lavoro, pubblicato da Iperborea,   ho avuto la conferma della profondità di analisi e della capacità di scrittura di questo scrittore svedese, anche se scrittore è riduttivo, piuttosto uomo erudito, profondo conoscitore della matematica , della filosofia, amante della poesia (e non ultimo cultore del tennis :)  che ha avuto  in dote le grandi qualità della chiarezza e della sintesi e il raro valore di trasmettere, emozionando, i grandi principi fondamentali del pensiero universale sulla eterna ricerca della felicità.

Dieci storie di gente felice, dieci storie di gente comune che apparentemente non appaiono risolte felicemente ma che lasciano al termine del racconto un senso di completezza e di sollievo. Non è nelle grandi imprese che si riconosce la felicità ma nei gesti quotidiani e soprattutto nelle possibilità che sono concesse all'uomo dalla vita,  nelle varianti che essa può offrire ogni nuovo giorno, quando e se si è capaci di uscire da sé e cercare al di là degli orizzonti il proprio senso di esistere, percorrendone le diverse soluzioni.  Nei dieci racconti che compongono la raccolta si alternano momenti di grande poesia stilistica (E sopra di lui quel cielo di città del Sud, blu come il cielo della poesia di Mallarmé, l'Azur, un inebriante vuoto blu da cui si poteva essere inghiottiti, se non si stava attenti) a concetti carichi di grandi verità resi semplici dal fluire leggero della lettura

Ho colto un piacevole senso di allargamento di vedute e sono state frequenti le soste durante la lettura, viva la necessità di chiudere le pagine e lasciare che le sue parole risuonassero il mio pensiero.

Può essere un libro delle risposte sui perché della esistenza e  dei grandi sentimenti che la governano...i perché dell'amore, del dolore,  gli istinti fuggitivi, le curiosità della conoscenza che danno un senso al vivere...le risposte sono lì nella rivelazione improvvisa di un'immagine.

"lei  lo accompagnò fino a giù. In quella breve passeggiata, lui si rese conto di amarla. L'arrivo della nave fu un grande sollievo. Lei fece un breve gesto dalla banchina, un gesto o l'accenno esitante di un gesto, che forse voleva dire - scrivimi-, oppure - Ti scriverò- . In seguito si scambiarono qualche lettera molto cortese, con la sensazione di essere stati vicini a qualcosa di Grande, senza aver mai il coraggio di nominarlo. La Grandezza era arrivata. E non erano stati capaci di coglierla."

"Di un plastico uno a uno non si può mai avere una visione di insieme. Finisce sempre fuori dall'orizzonte, non si possono seguire i treni tutto il tempo. Forse è il fatto - disse la ragazza - che la letteratura è così enormemente più facile da trattare della vita. La letteratura è come un modello in scala ridotta. E nella vita i treni scompaiono sotto l'orizzonte"

"Il mio matrimonio infelice, e fallimentare dal principio alla fine, mi ha convinto che l'amore in definitiva non sia nient'altro che una forma d'invidia. Il tentativo di diventare qualcun altro quando non sopportiamo più di essere  ciò che siamo."

"Quello che lo colpiva sempre di più era il narcisismo di tutta quella mania dello sport. Per chilometri, decine di chilometri in tutte le direzioni, uomini e donne giovani, di mezz'età e vecchi correvano, pedalavano, tiravano con l'arco, giocavano a pallavolo e Dio sa a che altro, e in fondo non erano che una generazione cieca, vagamente narcisistica, che si dedicava all'ultimo, estremo, e per certi versi più fragile di tutti i continenti della speranza: il proprio corpo. Il corpo era la propria fortezza, il proprio territorio personale contro un mondo esterno essenzialmente indifferente. .. Ma il corpo era ambiguo: non era solo fortezza contro il mondo esterno era anche la prima e più immediata forma di mondo esterno che si incontrava. L'unica che si potesse  controllare. E l'unica che si potesse perdere.  Il corpo era l'unica area del mondo dove dominava l'ambiguità. Per questo bisognava correre".

Il mondo del dolore era pieno, completo, un universo in cui nulla poteva essere sottratto né aggiunto. Era il più perfetto dei mondi, perché aveva un unico contenuto, e questo contenuto si estendeva uniforme nello spazio circostante. In quest'altro mondo, che un tempo doveva essere esistito, come il salmodiare monotono di un vecchio professore, come i lievi movimenti dell'edera fuori dalla finestra che precedevano una pioggia pomeridiana..... in questo altro mondo c'era qualcosa che mancava. Era meno perfetto"

Nessuno sa di preciso cosa sia un essere umano. C'è una tenebra dietro l'uomo, e questa tenebra persisteva a inviare segnali inconciliabili con tutto ciò che ci si aspettava da lui. 

Micaela 



16 dicembre 2020

 



Il prossimo appuntamento con Il Gruppo di Lettura 
Leggere i Passi ci accompagnerà verso la fine dell'anno

Il sistema periodico
di Primo Levi
a cura di Oreste Sabadin

22 Dicembre ore 19.00
Piattaforma Zoom

Chi fosse intenzionato a partecipare può richiedere l'invito alla riunione su Zoom a 
orestesabadin@gmail.com - Oggetto: Gdl Leggere i passi
Durante l'incontro verranno rese informazioni sule condizioni di partecipazione alle attività annuali