17 novembre 2019

Gdl "Leggere i passi" Gennaio 2019 _ Dai tuoi occhi solamente (F. Diotallevi)

Gruppo di Lettura Leggere i Passi 
libro del mese: 
Dai tuoi occhi solamente 
di Francesca Diotallevi
a cura di Oreste Sabadin

martedì 22 Gennaio ore 19.00
presso la Casa con l'Arco
via Ca' Rezzonico, 16 Mirano (VE)

L'incontro è aperto a tutti 
Il luogo è privato, si prega di avvisare se intenzionati a partecipare, con un msg a orestesabadin@gmail.com 
Grazie!

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Pagina FB di Leggere i passi

Gdl "leggere i passi" Dicembre 2018 _ Veloce la vita (S. Schenk)


Gruppo di Lettura Leggere i Passi 
libro del mese: 
Veloce la vita
di Sylvie Schenk
a cura di Oreste Sabadin

 18 dicembre ore 19.00
presso la Casa con l'Arco
via Ca' Rezzonico, 16 Mirano (VE)

L'incontro è aperto a tutti 
Il luogo è privato, si prega di avvisare se intenzionati a partecipare, con un msg a orestesabadin@gmail.com 
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5. PASSEGGIATA RIGONI STERN - MONTE ORTIGARA

«E se per loro c'erano i confini a che cosa servivano se con gli aeroplani potevano passarci sopra? e se non c'erano confini in aria perché dovevano esserci sulla terra? E in questo "per loro" intendeva tutti quelli che i confini ritenevano cosa concreta o sacra; ma per lui e per quelli come lui, e non erano poi tanto pochi come potrebbe sembrare ma la maggioranza degli uomini, i confini non erano mai esistiti se non come guardie da pagare o gendarmi da evitare. Insomma se l'aria era libera e l'acqua era libera doveva essere libera anche la terra».

4 giugno 2017 
Passeggiata sui luoghi di Mario Rigoni Stern (Itinerario 5)

 Letture da: Storia di Tönle (1978)


«Dal margine del bosco, guardingo come un animale selvatico che aspetta l'imbrunire per uscire allo scoperto, guardava la sua contrada, e il paese laggiù, dentro lo slargo dei prati.  Il fumo odoroso della legna si scioglieva nel cielo rosa e violetto dove le cornacchie volavano a gruppi, chiamandosi.
La sua casa aveva un albero sul tetto: un ciliegio selvaggio. Il nocciolo dal quale era nato l'aveva posato lassù un tordo sassello tanti anni prima espellendolo in volo e l'umore di una primavera l'aveva fatto germogliare perché un suo avo, per difendere l'abitazione dalla pioggia e dalle nevi, aveva steso sopra la copertura altra paglia, sicché quella sotto era diventata humus e quasi zolla. Così il ciliegio era cresciuto.
Tönle Bintarn, guardando, ricordava che da ragazzo, dopo la mietitura della segale, si arrampicava dalla parte della stalla dove il grande tetto quasi si unisce al declivio del monte e a una a una piluccava tutte le piccole ciliegie dolcissime e nere prima che i merli e i tordi venissero a metterci  il becco: erano come il miele e per giorni la tintura del  loro succo gli restava sulle mani e attorno alla bocca, e l'acqua del Prunnele non riusciva a toglierla. Ma d'autunno il rosso pastello delle foglie si notava anche dalla cima del Moor, come un'orifiamma che ingentiliva e distingueva tra le altre la povera casa»



«Fu così che un suo lontano parente gli procurò un lavoro come giardiniere nel castello di hradcany, nella Malà Strana. Avrebbe potuto starsene lì a tempo pieno ... ma quando sui giardini e sui tetti di Praga scese la prima neve sentì impellente il bisogno di ritornare a casa. Non per niente nel nostro antico linguaggio Bintarn equivale a invernatore. E una grande nostalgia lo colse; la nostalgia di quel magro ciliegio selvatico sopra il tetto e di quello che era raccolto sotto i quattro spioventi di paglia: come c'erano delle forze che lo spingevano ad andare in primavera, così c'erano quelle che lo facevano ritornare alla fine dell'autunno: forze superiori a ogni volontà come l'avvicendarsi delle stagioni, le migrazioni degli uccelli, il sorgere ed il calare del sole, le fasi della luna».


«Quella del 1915 fu dalle nostre parti una primavera molto bella, la neve, con le piogge di marzo, si era sciolta molto in fretta, e pareva proprio che più di ogni altro anno passato la chiamata della primavera con suoni dei campani e i falò sullo Spilleche e sul Moor avesse svegliato in anticipo la vegetazione.  Appena la neve se ne fu andata per i mille ruscelli, tutti i prati si vestirono di bianchi crochi subito visitati dalle api, e a metà aprile i larici avevano fiorito con il canto dell'urogallo: ai primi di maggio misero la veste anche i faggi: un bel verde lucente che spiccava sul nero degli abeti; il ciliegio sul tetto era come un vezzo sui capelli di una fanciulla, o una nuvola fiorita: i petali si staccavano dai rami ancora nudi come leggere farfalle e si posavano dondolando sulla paglia che pur essa sembrava rinverdire».



16 novembre 2019

10. I MONTI NAVIGANTI

13 Ottobre 2019 
Passeggiata Parco di Paneveggio (Itinerario 10)

 Letture da: La leggenda dei monti naviganti (2007)

"Un uomo con il violoncello e un bosco di abeti. Lo strumento ha cinque secoli, è fatto con il legno di quella foresta. L'uomo lo appoggia a un tronco, ficca diagonalmente il puntale nella corteccia. Lo accorda, attacca una suite per violoncello solo di Bach. Spara note basse nel legno, lo esplora con pazienza, lo sonda finché succede. L'albero reagisce. Si sveglia, risuona nelle fibre, diventa un prolungamento del liuto. Di più. Mezza foresta suona, ripete quelle vibrazioni come se le sapesse a memoria. Riconosce la voce dell'antenato.




Il primo sole esce dalle Pale di San Martino, la foresta suona. E' la stessa dove Stradivari prese il legno per i suoi violini. Il bosco di Paneveggio, tra passo Rolle e la Val di Fiemme, in Trentino.



Il cuore incantato dei Monti Pallidi. Non c'è nessun altro rumore. Tacciono il picchio, il tordo, la nocciolaia, persino il torrente. Il violoncello è diventato albero, si è impossessato della foresta.





28 giugno 2019

Gdl "leggere i passi" Luglio 2019 _ Moha il folle Moha il saggio (T.B. Jelloun)











Gruppo di Lettura Leggere i passi
martedì 2 luglio 2019 ore 19.00
Libro del mese: Moha il folle, Moha il saggio
di Tahar Ben Jelloun
a cura di Oreste Sabadin
L'incontro è aperto a tutti
si svolge presso La Casa con l'Arco
di via Ca' Rezzonico 16, Mirano
è un luogo privato, si prega di comunicare l'intenzione di partecipare: orestesabadin@gmail.com

link evento FB
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5 giugno 2019

Un libro per l'estate - Crocchio al 16




seconda edizione

letture, suoni, conversazioni - appuntamenti alla Casa con l’Arco

martedì 4 giugno ore 19.00
Un libro per l’estate
con il Gruppo di Lettura Leggere i Passi
si partecipa portando un libro, un consiglio di lettura da condividere con gli altri
Incontro aperto a tutti con la conduzione di Oreste Sabadin

l'elenco dei libri suggeriti dai lettori del GdL Leggere i Passi

 Ho paura torero. Pedro Lemebel. Marcos y Marcos
Notturno cileno. Roberto Bolano. Adelphi
La vicevita. Treni e viaggi in treno. Valerio Magrelli. Laterza
Fisica della malinconia. Gergi Gospondinov. Voland
La storia seguente. Cees Nooteboom. Iperborea
La vita agra. Luciano Bianciardi. Feltrinelli
Il buio oltre la siepe. Harper Lee. Feltrinelli
Più alto del mare. Francesca Melandri. BUR
Lettere da Salina. Gerardo Rizzo. Di Nicolò edizioni
Lungo la pedemontana. Paolo Malaguti. Marsilio
Il nuotatore. John Cheever. Fandango
L’uovo alla kok. Aldo Buzzi. Adelphi
La libreria della Rue Charras. Kaouther Adimi. L’orma
Ninfee nere. Michel Bussi. E/O
Fact Fulness. Hans Rosling. Rizzoli
Come mio fratello. Uwe Timm. Mondadori
Il filo infinito. Paolo Rumiz. Feltrinelli
Un dio in rovina. Kate Atkinson. Editrice Nord
Il mistero dell’Isolina. Cinzia Ghigliano e Marco Tomatis. Comicout
Risvolti di copertina. Viaggio in 14 case editrici italiane. Cristina Taglietti. Laterza
Alla larga da Venezia. Franco Gilberto e Giuliano Piovan. Marsilio


24 novembre 2018

SU E GIU' PER PRAGA

"Così adesso presso in quella mia pressa meccanica carta vecchia, nel cuore di ogni pacco inserisco un libro aperto di un filosofo classico in qualche modo mi sono calmato con la passeggiata per Praga, mi sono ripulito la mente col fatto che non solo io, ma anche migliaia di persone simili a me lavorano nella Praga sotterranea, nei sotterranei, e per la testa gli scorrono pensieri vivi, vivificatori, vivificanti, in qualche modo mi sono calmato, sicché torno al lavoro più facilmente di ieri, addirittura lavoro meccanicamente, e intanto posso tornare indietro nel grembo dei tempi, quando ero giovane, quando ogni sabato mi stiravo i pantaloni, mi lustravo le scarpe con la crema sulla suola ....

Praga 20 Novembre 2018 
 Letture da: Una solitudine troppo rumorosa (2006)



"Da trentacinque anni pigio i bottoni verde e rosso della mia pressa, da trentacinque anni però bevo anche brocche di birra, non certo per il bere, io ho orrore degli ubriachi, io bevo per aiutare il pensiero, per arrivare meglio al centro stesso dei testi, perché quello che io leggo non è né per divertimento né per far passare il tempo o addirittura per addormentarmi meglio, io, che vivo in un paese in cui quindici generazioni sanno leggere e scrivere, io bevo per poter non dormire mai più a causa della lettura, perché la lettura mi faccia venire il tremito, poiché io condivido con Hegel quell'opinione che un uomo nobile è poco un nobile e un criminale è poco un assassino". 

"Se io sapessi scrivere, scriverei un libro sulla maggiore felicità e sulla maggiore infelicità dell'uomo. Attraverso i libri e dai libri ho appreso che i cieli non sono umani e che un uomo che sa pensare, anche lui non è umano, non che non lo voglia, ma ciò contrasta col giusto modo di pensare. Sotto le mie mani e nella mia pressa meccanica periscono i libri preziosi e io non posso impedire che questo flusso e corso. Non sono nulla di più di un tenero macellaio. I libri mi hanno insegnato il gusto e la gioia della devastazione..."


"Pagai la birra, i tre rum e uscii nel vento della strada, così giunsi di nuovo a Karlak, l'orologio illuminato sul campanile della città nuova indicava un'ora inutile, non avevo fretta di andare da nessuna parte, ormai ero sospeso nello spazio, attraversai via Lazarska e voltai in una viuzza e aprii meditabondo la porta posteriore del nostro deposito, tasta con la mano la parete finché trovai l'interruttore, e quando accesi ero nel mio magazzino, dove per trentacinque anni ho pressato carta vecchia alla pressa meccanica"


Per le immagini di questi passi ringraziamo Mara Barbuni