8 agosto 2017

PASSI STREGATI - ESTOUL (VAL D'AOSTA) SUI PASSI DI PAOLO COGNETTI

Scrive Thoureau: "Trovo sia salutare restare soli la maggior parte del tempo. La compagnia, anche delle persone migliori, risulta ben presto insopportabile e dispersiva. Amo stare da solo. Non ho mai trovato un compagno più intimo della solitudine... La compagnia di solito è cosa da poco. Ci incontriamo troppo spesso, senza avere il tempo di acquisire nuovo valore uno per l'altro... viviamo ammassati, ci intralciamo e inciampiamo uno nell'altro; e in questo modo perdiamo il rispetto reciproco..."


Passi stregati -21-23 Luglio 2017 
Passeggiata sui luoghi di Paolo Cognetti



 Letture da: Il ragazzo selvatico (2013)


... Ho trovato un larice spogliato dal fulmine a cui era successa una cosa molto strana. Un unico ramo vicino alla base era ancora in vita. Il fulmine aveva fatto male al tronco ma non al ramo che chissà come aveva cambiato direzione, cominciando a crescere in verticale, e ormai era quasi un secondo tronco.
Così adesso di quel vecchio larice ce n'erano due: uno bruciato e spoglio, l'altro pieno di gemme. Per le cose successe in questi giorni, prima ho pensato che il tronco nuovo potevo essere io, e il tronco vecchio mio padre. Poi invece ho pensato di essere tutt'e due i tronchi, quello vecchio e quello nuovo, e il fulmine era proprio la cosa che stavo aspettando, il fuoco che uccide il tuo vecchio io perché ne cresca uno nuovo. In questo caso mio padre era soltanto un altro larice del bosco. 


Le pietre del sentiero raccontavano ancora quella storia. Erano lisce e lucide e mi facevano pensare ai mercanti, ai soldati, ai contadini e ai muli che dovevano averle calpestate. Ormai vedevano più camosci che uomini. Il colle era fuori da tutte le rotte, circondato da montagne poco nobili per gli alpinisti e troppo impervie per i semplici camminatori. Il paesaggio era quanto di più selvaggio potessi desiderare: fatto di rocce rocce, creste nevai e piccoli laghi. Sullo spiazzo davanti al rifugio sventolava la bandiera italiana. Benché venisse sostituita ogni anno all'inizio di giugno, un po' alla volta durante l'estate la pioggia la consumava, così la lunghezza di quella bandiera fu la clessidra del mio tempo lassù. Quando arrivai il verde era quasi finito, se ne scorgeva appena una traccia sfilacciata nel vento. Quando me ne andai non restava che metà del bianco, un moncone di patria che rappresentava bene lo spirito del colle, il nostro vivere su un confine.